I primi passi del progetto

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Nel secondo semestre del 2020 i ricercatori del Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova e gli istruttori forestali di ISFOL (cooperativa Istruttori Forestali Lombardi) hanno iniziato le prime attività di collaborazione relative alla prima fase di progetto.

Le occasioni di confronto si sono manifestate nell’ambito di due eventi organizzati da ISFOL: il primo, nel comune di Castelveccana (VA), volto a migliorare le capacità degli operatori forestali negli interventi di soprassuoli danneggiati da tempeste da vento; il secondo, nel comune di Caorle (VE), dove i volontari della protezione civile della Città Metropolitana di Venezia sono stati istruiti nella pratica sull’uso corretto della motosega nell’abbattimento di piante danneggiate e pericolose. Durante questi eventi i ricercatori del TESAF, supportati da ISFOL, hanno potuto verificare le condizioni operative per impostare il metodo di osservazione in campo e predisporre le schede di valutazione.

I primi passi del progetto 1In particolare, durante il corso tenutosi a Castelveccana (VA) è stata realizzata un’indagine conoscitiva volta a raccogliere informazioni utili sulla percezione degli operatori dei rischi e pericoli che sono insiti negli interventi di ripristino di soprassuoli danneggiati. Al fine di ciò, è stato chiesto agli operatori presenti di compilare un breve questionario, specificando quale fosse la propria esperienza nel settore delle utilizzazioni forestali e in particolare nelle operazioni di recupero del legname schiantato, il proprio livello di formazione e la loro percezione dei fenomeni degli schianti da vento nella realtà forestale del contesto alpino italiano.  Durante la parte pratica dell’attività con l’uso della motosega, è stato possibile osservare quali fossero le attitudini degli operatori forestali nell’approcciare le singole situazioni di complessità che tipicamente si manifestano a seguito di un disturbo da vento (ceppaie ribaltate, alberi stroncati, alberi inclinati o impigliati ecc.), oltre ad eseguire una prima analisi delle posture che sono spesso adottate dagli operatori per gestire le varie operazioni di taglio e allestimento in tali contesti di lavoro.

Poco meno di un mese dopo, in occasione del corso di formazione svoltosi a Caorle, il gruppo di lavoro del progetto ha avuto modo di elaborare e valutare quali fossero le metodologie più adatte per analizzare ed acquisire le informazioni relative alle posture potenziali di lavoro degli addetti alle utilizzazioni boschive. In particolare, sono state studiate diverse tecniche di monitoraggio volte a riprendere i movimenti degli operatori durante le varie fasi di esercizio di taglio e, contemporaneamente, a quantificare il carico di lavoro e lo stress fisiologico causato da una tipica giornata lavorativa in bosco.

In aggiunta, l’osservazione continua dei volontari della protezione civile impegnati ad eseguire ordinatamente tutte le fasi che coinvolgono le operazioni di abbattimento e allestimento, è stata utile ai fini della predisposizione di un metodo rapido per la valutazione delle posture degli operatori forestali che, una volta ultimato e validato, potrà essere utilizzato direttamente nei cantieri forestali.

Da una breve analisi del questionario sottoposto agli operatori lombardi partecipanti all’evento a Castelveccana (VA) è emerso che la maggior parte di essi avesse già avuto modo di lavorare, seppur occasionalmente, nelle attività di ripristino di foreste danneggiate da fenomeni di schianto da vento (Figura 1).

Figura 1

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Si è inoltre osservato che il 95% degli operatori avesse già preso parte ad almeno un corso di formazione forestale durante la propria carriera, e di questi, circa il 90% avesse frequentato dai 2 a 4 corsi formativi. Tuttavia, si è notato che nessun degli operatori, prima del corso organizzato da ISFOL, avesse già seguito delle attività di formazione specifiche per gli interventi di recupero di popolamenti danneggiati. Infine, si è costatato che tutti gli operatori riconoscono che le difficoltà e i rischi legati a tale tipo di interventi siano nettamente superiori rispetto alle utilizzazioni forestali ordinarie. Gli stessi, inoltre, ritengono che le attività di abbattimento e allestimento del legname possano essere maggiormente coinvolte nelle operazioni di recupero del legname danneggiato nel prossimo futuro (Figura 2).

Figura 2

Figura 2

Il progetto SAFETYforRESCUE si impegnerà in modo ancora più determinato quindi a svolgere un’attività orientata a generare conoscenze pratiche nella gestione del recupero delle foreste danneggiate.

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